Dal 16 marzo 2026 è entrato in vigore il nuovo regolamento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul rating di legalità. La delibera approvata a fine gennaio e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 febbraio sostituisce integralmente la disciplina precedente e introduce un sistema più strutturato, caratterizzato da controlli più penetranti e da una maggiore stabilità del riconoscimento.

Il rating di legalità nasce con l’obiettivo di valorizzare le imprese che operano nel rispetto delle norme e che dimostrano affidabilità nei rapporti economici. Con il tempo questo strumento ha assunto un ruolo sempre più concreto nel sistema economico. Il possesso del rating viene infatti considerato da banche, pubbliche amministrazioni e grandi imprese come un indicatore di solidità organizzativa e di correttezza gestionale.

Il nuovo regolamento si muove in questa direzione e rafforza la credibilità dell’intero sistema.

Una durata più lunga per il riconoscimento

La prima novità riguarda la durata del rating, che passa da due a tre anni.

Si tratta di una modifica tutt’altro che marginale. L’impresa che ottiene il rating può utilizzarlo per un periodo più ampio nei rapporti con il sistema bancario, nelle procedure di accesso ai finanziamenti pubblici e nelle relazioni con partner e clienti.

Il regolamento introduce inoltre un meccanismo che valorizza la continuità. Le imprese che rinnovano il rating per più cicli consecutivi ottengono un riconoscimento aggiuntivo entro il limite del punteggio massimo. In questo modo viene premiata la stabilità dei comportamenti virtuosi nel tempo.

Requisiti di accesso confermati

Restano invariati i presupposti fondamentali per poter richiedere il rating.

Possono presentare domanda le imprese che operano sul territorio nazionale, con un fatturato minimo di due milioni di euro e con almeno due anni di iscrizione nel Registro delle imprese o nel REA.

Il fatturato viene determinato sulla base dei ricavi dell’ultimo esercizio chiuso nell’anno precedente alla domanda. Nei casi di gruppi societari il regolamento stabilisce anche le modalità con cui deve essere considerata la posizione dell’impresa all’interno del gruppo.

Controlli più estesi sui soggetti che esercitano poteri gestionali

Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l’ampliamento dei soggetti sottoposti a verifica.

L’Autorità non si limita più ad esaminare la posizione del legale rappresentante o degli amministratori formalmente in carica. Il controllo riguarda anche direttori generali, direttori tecnici, institori, procuratori con poteri gestionali significativi e soci persone fisiche che detengono il controllo o una partecipazione di maggioranza anche relativa.

La verifica si estende inoltre ai soggetti che hanno cessato tali incarichi nell’anno precedente alla presentazione della domanda.

Questa impostazione richiede alle imprese una ricognizione più attenta della propria struttura organizzativa e dei poteri effettivamente esercitati all’interno dell’azienda.

Rafforzate le cause ostative

Il nuovo regolamento amplia anche il numero delle situazioni che impediscono il rilascio o il mantenimento del rating.

Le verifiche riguardano diversi ambiti particolarmente sensibili. Tra questi rientrano i procedimenti penali per reati rilevanti, le violazioni in materia di responsabilità amministrativa degli enti, i provvedimenti antimafia, le sanzioni antitrust e le pratiche commerciali scorrette.

Un ruolo importante viene attribuito anche alla sicurezza sul lavoro e alla regolarità fiscale e contributiva.

Sul piano tributario e previdenziale il sistema mantiene comunque un approccio proporzionato. Le irregolarità non impediscono automaticamente il rilascio del rating quando sono state sanate oppure quando esistono piani di rateazione regolarmente rispettati. Il regolamento prevede inoltre soglie quantitative molto contenute entro le quali eventuali debiti non assumono rilievo ai fini del rating.

Maggiore attenzione ai comportamenti sul mercato

Un elemento particolarmente significativo riguarda l’attenzione alle condotte commerciali.

Diventano rilevanti anche le sanzioni definitive per abuso di dipendenza economica e per pratiche commerciali scorrette. Questa scelta riflette un’evoluzione del concetto di legalità d’impresa, che non riguarda soltanto il rispetto formale delle norme ma anche la correttezza dei comportamenti nei confronti di clienti, fornitori e partner economici.

Obblighi informativi durante tutta la durata del rating

Le imprese che ottengono il rating devono inoltre rispettare specifici obblighi di aggiornamento nei confronti dell’Autorità.

Eventuali eventi che incidono sui requisiti devono essere comunicati entro trenta giorni. L’omessa comunicazione può comportare il diniego, la revoca o l’annullamento del rating e può impedire la presentazione di una nuova domanda per un periodo di tempo significativo.

La fase transitoria per i rating già in essere

Le imprese che possiedono già il rating alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento devono prestare particolare attenzione alla disciplina transitoria.

Eventuali situazioni che secondo le nuove regole rappresentano cause ostative devono essere comunicate all’Autorità entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della normativa. In caso contrario l’Autorità può procedere alla revoca del rating qualora venga comunque a conoscenza di tali circostanze.

Un riconoscimento sempre più strategico

Il rating di legalità continua a rappresentare uno strumento di grande utilità per le imprese.

Può incidere nei rapporti con il sistema bancario, nelle procedure di concessione di contributi pubblici e nei processi di selezione all’interno delle filiere produttive. Il nuovo regolamento rende il sistema più rigoroso ma allo stesso tempo rafforza il valore del riconoscimento.

Per questo motivo il rating non dovrebbe essere affrontato come una semplice pratica amministrativa. Oggi rappresenta piuttosto il risultato di una verifica complessiva dell’organizzazione aziendale, dei presidi di compliance e della correttezza dei comportamenti d’impresa.

Le aziende che affrontano questo percorso in modo consapevole possono trasformare il rating di legalità in un vero elemento di qualificazione sul mercato.

Autore: Luigi Romano – Consulente in fiscalità d’impresa e incentivi agli investimenti