L’approvazione del Documento Programmatico di Bilancio segna l’avvio del percorso verso la Legge di Bilancio 2026. Dai testi ufficiali e dalle anticipazioni emerge una manovra improntata alla responsabilità contabile, a sostegno di famiglie e imprese, senza rinunciare alla disciplina richiesta dal contesto europeo. Non un intervento espansivo, ma un disegno calibrato, che prova a coniugare equità e sostenibilità (finanziaria).
Sul fronte fiscale si conferma la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33%, che si inserisce nella strategia di progressivo alleggerimento del carico fiscale sul lavoro. Un intervento che non stravolge, ma consolida, un segnale di continuità a favore dei redditi medio-bassi.
Per restare in tema, sul capitolo “pace fiscale” o definizione agevolata, la “rottamazione quinquies” sarà limitata ai carichi derivanti da imposte dichiarate ma non versate, ovvero iscrizioni a ruolo scaturenti da avvisi bonari e controlli formali.
Esclusi, invece, gli accertamenti esecutivi, le multe e i tributi locali, per favorire solo chi ha avuto difficoltà, chi ha dichiarato i propri debiti fiscali e previdenziali ma non ha avuto modo di pagarli. La rateazione potrà estendersi fino a 54 rate bimestrali, con una soglia di tolleranza per due mancati pagamenti, anche non consecutivi.
Per le imprese, si registra dal 2026 l’abolizione dell’IRES premiale, in favore del ritorno agli iper e superammortamenti per i beni strumentali, con una dotazione di circa 4 miliardi di euro.
Confermati anche:
- Crediti d’imposta per ZES e ZLS;
- Rifinanziamento della Nuova Sabatini;
- Rinvio di plastic e sugar tax fino al 2026.
In sintesi, si punta sugli incentivi per favorire gli investimenti.
Il comparto familiare resta presidiato attraverso la proroga dei bonus edilizi e del bonus mobili, quest’ultimo con tetto di spesa confermato a 5.000 euro e aliquota di detrazione al 50%.
Anche l’ISEE sarà oggetto di revisione, con l’obiettivo di correggere alcune distorsioni legate al valore della prima casa.
Per la sanità sono previsti circa 2,4 miliardi aggiuntivi nel 2026, oltre ai rifinanziamenti già programmati nei precedenti esercizi, mentre sul fronte previdenziale e sociale, si annunciano interventi su pensioni e contrasto alla povertà, con dettagli in definizione, ma all’interno di un impianto fortemente vincolato alla sostenibilità dei conti pubblici.
Da quanto reso pubblico finora, emerge un Manovra improntata sull’equilibrio, sobria ma non immobile, prudente, senza rinunciare ad alcuni (misurati) segnali di sostegno.
In un contesto fatto di vincoli stringenti di finanza pubblica, è una politica economica che punta a rafforzare ciò che esiste, piuttosto che annunciare ciò che, nei fatti, potrebbe non essere sostenibile.
L’iter è appena iniziato, staremo a vedere.
Autore: Luigi Romano – Consulente in fiscalità d’impresa e incentivi agli investimenti

