Il turismo rappresenta uno dei principali motori dell’economia italiana. Tuttavia, la competitività di una struttura ricettiva non dipende più soltanto dalla posizione, dalla qualità dell’accoglienza o dai servizi offerti. Oggi assumono un ruolo sempre più centrale anche l’efficienza energetica degli edifici, la sostenibilità ambientale, la capacità di contenere i costi di gestione e l’utilizzo delle tecnologie digitali per migliorare l’esperienza degli ospiti.
È in questo contesto che nasce Green Tour, la nuova misura promossa dal Ministero del Turismo per sostenere programmi di investimento destinati a rendere l’offerta turistica nazionale più moderna, sostenibile e competitiva, favorendo al tempo stesso la destagionalizzazione dei flussi turistici, la digitalizzazione del settore e la diffusione dei criteri ESG (Environmental, Social and Governance).
La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 109 milioni di euro, dei quali 59 milioni destinati ai contributi a fondo perduto e 50 milioni ai finanziamenti agevolati. Il 60% delle risorse è riservato alle PMI e, nell’ambito di tale quota, almeno il 25% è destinato alle micro e piccole imprese.
A differenza di molte agevolazioni che incentivano genericamente gli investimenti nel settore turistico, Green Tour presenta un’impostazione molto precisa. Da una lettura coordinata del decreto, del provvedimento attuativo e delle FAQ emerge chiaramente che il legislatore ha inteso privilegiare programmi nei quali la sostenibilità energetica costituisce il cuore del progetto, mentre gli ulteriori interventi di innovazione e digitalizzazione ne rappresentano il naturale completamento.
In cosa consiste
La misura è rivolta alle imprese operanti nei settori individuati dal decreto attraverso specifici codici ATECO, comprese, alle condizioni previste dalla normativa, anche altre imprese che dimostrino di svolgere in misura prevalente attività turistiche. Rientrano tra i potenziali beneficiari anche le agenzie di viaggio e i tour operator, purché esercitino una delle attività espressamente ammesse dalla disciplina.
Sono finanziabili programmi di investimento di importo compreso tra 1 milione e 15 milioni di euro, da realizzare entro i termini stabiliti dal decreto. Le agevolazioni sono concesse mediante una combinazione di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea e nazionale. La ripartizione dell’agevolazione avviene secondo un mix prestabilito tra le due forme di sostegno, ma l’effettiva misura del beneficio dipende dal regime di aiuto applicabile, dalla dimensione dell’impresa, dalla localizzazione dell’investimento e dalla tipologia degli interventi realizzati.
Lo spirito della misura
È probabilmente questo l’aspetto che rende Green Tour una misura diversa da molte altre.
Ad una prima lettura potrebbe sembrare un incentivo destinato alla riqualificazione delle strutture ricettive. In realtà, il decreto persegue un obiettivo più ambizioso: accompagnare le imprese turistiche verso un modello di sviluppo nel quale l’efficienza energetica rappresenti il principale fattore di innovazione.
Non è un caso che il decreto distingua tra interventi trainanti e interventi complementari.
Gli interventi trainanti, infatti, devono rappresentare almeno il 51% della spesa ammissibile complessiva e riguardano prevalentemente il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Solo attorno a questo nucleo principale possono svilupparsi gli ulteriori investimenti destinati alla sostenibilità ambientale, alla digitalizzazione e al miglioramento dell’offerta turistica.
Questa impostazione consente di comprendere la vera ratio della misura.
Il legislatore non intende finanziare un generico ammodernamento della struttura, ma sostenere progetti nei quali la riduzione dei consumi energetici costituisca il punto di partenza per rendere l’impresa più efficiente, sostenibile e competitiva.
Quali investimenti possono essere realizzati
Tra gli interventi maggiormente significativi rientrano quelli finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, quali la coibentazione dell’involucro edilizio, la sostituzione degli infissi, l’efficientamento degli impianti di climatizzazione, l’installazione di pompe di calore, impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, impianti solari e altri interventi previsti dal decreto. A questi possono affiancarsi opere finalizzate al risparmio idrico, alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione della struttura, comprese soluzioni di building automation, sistemi intelligenti di monitoraggio dei consumi e software dedicati alla gestione energetica.
Merita particolare attenzione il trattamento degli immobili.
Green Tour non finanzia l’acquisto di terreni o fabbricati. Sono invece agevolabili, nei limiti e secondo le modalità previste dal decreto, gli interventi realizzati sugli immobili già nella disponibilità dell’impresa. Le FAQ hanno inoltre chiarito alcuni casi particolari, come gli interventi di demolizione e ricostruzione, gli ampliamenti e il recupero di edifici funzionalmente collegati a strutture turistiche già operative, confermando che ogni situazione richiede un’attenta verifica tecnica e normativa.
Al contrario, risultano escluse numerose spese che potrebbero apparire, ad una prima lettura, coerenti con un progetto turistico. Le FAQ precisano infatti che non sono ammissibili gli arredi, la realizzazione ex novo di piscine o aree wellness e altre spese non espressamente previste dalla disciplina. Analogamente, la misura non è destinata alla riattivazione di strutture turistiche inattive, salvo le particolari eccezioni disciplinate per gli interventi di demolizione e ricostruzione funzionalmente collegati a strutture già operative.
Gli aspetti più interessanti
Un elemento che distingue Green Tour da molti altri strumenti agevolativi riguarda la modalità di selezione delle domande.
La procedura non segue la logica del “click day”. Le domande possono essere presentate dalle ore 12:00 del 15 luglio 2026 fino alle ore 17:00 del 15 settembre 2026 e tutte quelle trasmesse entro tale finestra temporale partecipano alla formazione di una graduatoria, costruita sulla base dei criteri di valutazione indicati nel decreto direttoriale.
La qualità del progetto, la sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa, il possesso di determinate certificazioni e gli altri elementi premiali possono incidere in maniera significativa sul punteggio finale.
Ciò significa che il successo della domanda non dipende soltanto dalla tempestività dell’invio, ma soprattutto dalla capacità di costruire un progetto coerente, equilibrato e pienamente rispondente agli obiettivi perseguiti dalla misura. La finestra temporale disponibile deve quindi essere utilizzata non semplicemente per “arrivare prima”, ma per predisporre una proposta tecnicamente solida e correttamente documentata.
In conclusione, la misura in commento rappresenta una delle più interessanti opportunità oggi disponibili per le imprese del settore turistico che intendono investire nella riqualificazione delle proprie strutture. La lettura della disciplina consente però di cogliere un messaggio preciso: la sostenibilità energetica non costituisce un semplice requisito tecnico, ma il fulcro attorno al quale deve svilupparsi l’intero programma di investimento. Digitalizzazione, innovazione e miglioramento dell’offerta completano il progetto, ma non possono sostituirne la componente principale.
Autore: Luigi Romano – Consulente in fiscalità d’impresa e incentivi agli investimenti

