Con l’ultima revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) entra nella fase attuativa la Facility Parco Agrisolare, misura incardinata nella Missione 2, Componente 1, Investimento 4, finalizzata a sostenere la transizione energetica delle imprese agricole, zootecniche e agroindustriali mediante l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici produttivi.

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 789 milioni di euro, integralmente a valere su risorse PNRR, e sarà gestita dal GSE, quale soggetto attuatore, sulla base di uno o più Avvisi pubblici di prossima emanazione

Sotto il profilo normativo, la Facility Parco Agrisolare si colloca in linea di continuità con la precedente misura “Parco Agrisolare” (PNRR M2C1 – Investimento 2.2).

Il decreto istitutivo richiama infatti espressamente i requisiti tecnici, le categorie di beneficiari e le spese ammissibili già disciplinate dal decreto ministeriale 19 aprile 2023 n. 211444 e dai relativi Avvisi attuativi.

Ne deriva che sono agevolabili esclusivamente impianti fotovoltaici di nuova realizzazione, installati su coperture di fabbricati strumentali all’attività produttiva, con esclusione degli impianti a terra, nel rispetto del principio europeo del “do no significant harm” (DNSH).

Beneficiari e interventi ammissibili

Possono accedere alle agevolazioni:

  • imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
  • imprese agroindustriali;
  • cooperative agricole e loro consorzi;
  • soggetti costituiti in forma aggregata (reti d’impresa, ATI, RTI, comunità energetiche rinnovabili).

L’intervento principale consiste nell’installazione di impianti fotovoltaici con potenza compresa, secondo i limiti già noti, tra 6 e 1.000 kWp. Possono essere ammessi anche interventi complementari – quali rimozione dell’amianto, rifacimento e isolamento delle coperture, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica elettrica – purché strettamente funzionali al progetto energetico.

Resta fermo il limite massimo di spesa ammissibile pari a 1.500 euro per kWp, parametro che costituisce uno degli elementi centrali di verifica in sede istruttoria

L’agevolazione è concessa in conto capitale, con un’intensità che può arrivare fino all’80% della spesa ammissibile per le imprese di produzione agricola primaria e per la trasformazione di prodotti agricoli, mentre per altre categorie si applicano percentuali inferiori, eventualmente incrementabili in funzione della dimensione d’impresa e dell’ubicazione territoriale.

Il contributo è cumulabile con altri aiuti di Stato o de minimis, nel rispetto dei limiti di intensità massima e del divieto di doppio finanziamento sugli stessi costi.

Ripartizione delle risorse e clausola Sud

Le risorse sono ripartite per settore e tipologia di intervento, con una previsione di rilievo per il Mezzogiorno: almeno il 40% dei fondi, al netto degli oneri di gestione, è destinato a progetti localizzati nelle regioni del Sud, in coerenza con le disposizioni trasversali del PNRR

Presentazione domande

Un’indicazione rilevante sul piano operativo è giunta dal Question time alla Camera dei deputati del 21 gennaio 2026.

Rispondendo a un’interrogazione sullo stato di avanzamento dei progetti PNRR in materia di energie rinnovabili, il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti ha confermato che:

i bandi della “Facility” Parco Agrisolare, per un importo complessivo di 789 milioni di euro, partiranno a breve, entro il mese di febbraio.

La dichiarazione conferma quindi l’imminente apertura della fase attuativa e rafforza l’attenzione degli operatori su una misura che, per dimensione finanziaria e impatto settoriale, rappresenta uno degli snodi principali della transizione energetica in agricoltura nel 2026.

Alla luce dell’esperienza maturata sui precedenti Avvisi Parco Agrisolare e delle verifiche tecniche, economiche e documentali richieste in sede di istruttoria – dalla disponibilità degli immobili alla congruità dei costi, fino al rispetto delle condizioni DNSH e dei limiti di cumulo – appare opportuno che le imprese interessate inizino sin d’ora a organizzarsi.

La predisposizione anticipata della documentazione tecnica, la verifica di fattibilità dei progetti e l’analisi delle interazioni con altre misure agevolative consentono infatti di farsi trovare pronti alla data di apertura dei bandi, la cui pubblicazione è attesa a breve, riducendo il rischio di criticità e ritardi in una procedura che, come noto, segue tempistiche e controlli stringenti tipici degli interventi PNRR.

Autore: Luigi Romano – Consulente in fiscalità d’impresa e incentivi agli investimenti