Nel corso dell’iter di conversione del decreto Milleproroghe 2026, un emendamento approvato il 17 febbraio interviene sugli articoli 22, 23 e 24 del decreto-legge n. 60 del 2024, prorogando e rimodulando gli incentivi alle assunzioni.
Prima e dopo l’emendamento
Nella formulazione originaria del D.L. 60/2024 il bonus giovani e il bonus ZES riconoscevano un esonero del 100 per cento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025, nei limiti previsti dalla norma.
Con l’emendamento approvato in sede parlamentare, la finestra temporale viene estesa alle assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026, ma l’intensità dell’incentivo cambia dal 1° gennaio 2026.
L’esonero scende al 70 per cento come regola generale, mentre il 100 per cento resta possibile solo in presenza di un incremento occupazionale netto.
L’incremento occupazionale come soglia premiale
Il nuovo comma inserito dall’emendamento stabilisce che l’esonero può restare al 100 per cento anche per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026 qualora l’impresa realizzi un incremento occupazionale netto, calcolato come differenza tra il numero dei lavoratori occupati in ciascun mese e la media dei dodici mesi precedenti.
Per i rapporti a tempo parziale il calcolo deve essere ponderato in base alle ore pattuite, mentre le eventuali riduzioni intervenute in società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile non possono essere utilizzate per generare artificiosamente l’incremento.
In sostanza, il meccanismo rende la percentuale piena una soglia condizionata alla crescita effettiva dell’organico.
Cosa resta invariato
Non vengono modificati la durata massima di ventiquattro mesi, il massimale mensile previsto, l’esclusione dei premi INAIL e il limite dimensionale fino a dieci dipendenti nel mese dell’assunzione per il bonus ZES. La struttura della misura resta quella delineata dal decreto n. 60 del 2024.
Anche il bonus donne mantiene il 100 per cento dell’esonero ed è prorogato fino al 31 dicembre 2026, senza rimodulazioni percentuali.
Una proroga “differenziata”
Il Milleproroghe non introduce un nuovo strumento. Modifica quello esistente, trasformandolo da incentivo pieno e uniforme a incentivo differenziato.
Nel biennio 2024-2025 l’esonero opera nella sua versione integrale. Dal 2026 la percentuale ordinaria scende al 70 per cento, mentre il 100 per cento diventa una soglia premiale legata alla crescita effettiva dell’organico.
La continuità è assicurata. La convenienza, però, dipenderà dalla capacità dell’impresa di dimostrare un incremento occupazionale reale e stabile. È su questo terreno che si giocherà la differenza tra semplice proroga normativa e reale beneficio economico.
Autore: Luigi Romano – Consulente in fiscalità d’impresa e incentivi agli investimenti

