Precompilazione dal 10 settembre. Definite le modalità di accesso ai circa 448 milioni di euro destinati agli investimenti innovativi, tecnologici e sostenibili delle PMI del Mezzogiorno.
In un nostro precedente articolo dedicato a Investimenti Sostenibili 4.0 avevamo analizzato la nuova misura, soffermandoci sui beneficiari, sugli investimenti ammissibili e sulla struttura delle agevolazioni. Restava ancora da definire un elemento essenziale: il calendario per la presentazione delle domande.
Ora anche questo tassello è stato completato.
Con il Decreto direttoriale del 5 agosto 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fissato termini e modalità operative. La compilazione della domanda sarà possibile dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026, mentre lo sportello per l’invio effettivo delle istanze aprirà alle ore 10:00 del 6 ottobre 2026. Da quel momento le domande potranno essere trasmesse nei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle ore 17:00.
La misura dispone di una dotazione complessiva di 447.595.808,76 euro, circa 448 milioni, destinata alle micro, piccole e medie imprese che realizzano programmi di investimento in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Il 25% delle risorse è riservato ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese.
I programmi devono prevedere spese ammissibili comprese tra 750.000 euro e 5 milioni di euro e, comunque, non superiori al 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato e depositato oppure, per imprese individuali e società di persone, dall’ultima dichiarazione dei redditi. Devono inoltre essere avviati successivamente alla presentazione della domanda.
Le agevolazioni coprono una percentuale nominale massima del 75% delle spese ammissibili, articolata in un contributo in conto impianti del 35% e in un finanziamento agevolato del 40%. L’impresa deve garantire la copertura di almeno il restante 25% attraverso risorse proprie o finanziamenti esterni privi di sostegno pubblico.
Tra le principali spese ammissibili rientrano macchinari, impianti e attrezzature, opere murarie entro il limite del 40% dei costi ammissibili, programmi informatici e licenze correlati ai beni materiali e certificazioni ambientali. Sono inoltre previste, entro specifici limiti, consulenze specialistiche sulle tecnologie abilitanti e consulenze per la diagnosi energetica.
Resta centrale il contenuto tecnologico del programma: le spese riconducibili alle tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0 devono risultare preponderanti rispetto al totale dei costi ammissibili. Particolare attenzione è inoltre riservata ai progetti orientati all’economia circolare, agli obiettivi climatici e ambientali e al miglioramento dell’efficienza energetica dei processi produttivi. Il comunicato MIMIT dell’8 agosto richiama, per quest’ultima fattispecie, una riduzione dei consumi di almeno il 5%.
Una procedura a sportello con ordine cronologico giornaliero
Il nuovo decreto chiarisce anche il funzionamento della procedura. Le domande saranno ammesse alla fase istruttoria secondo l’ordine cronologico giornaliero di presentazione. Le istanze trasmesse nella stessa giornata saranno considerate presentate nello stesso momento, indipendentemente dall’orario di invio.
Se le risorse disponibili non dovessero essere sufficienti per ammettere all’istruttoria tutte le domande presentate nella stessa giornata, entrerà in gioco una specifica graduatoria di merito, utilizzata fino all’esaurimento della dotazione finanziaria.
Con la pubblicazione del decreto direttoriale, il quadro operativo è quindi completo. Per le imprese interessate, il tempo che separa dalla precompilazione del 10 settembre può essere utilizzato per verificare requisiti, struttura finanziaria, composizione delle spese e coerenza tecnologica del progetto, in vista dell’apertura dello sportello del 6 ottobre.
Autore: Luigi Romano – Consulente in fiscalità d’impresa e incentivi agli investimenti in collaborazione con DAM Solutions

